Come richiedere il contributo affitto (L. 431/98)
Guida al Fondo per il sostegno all'affitto (L. 431/1998): chi ne ha diritto in base all'ISEE e al canone, come varia per Regione/Comune e come presentare domanda. Include il fondo morosità incolpevole.
Cosa ti serve
- Contratto d'affitto regolarmente registrato ad uso abitativo
- Residenza nell'immobile affittato
- Attestazione ISEE in corso di validità sotto la soglia regionale
- Ricevute di pagamento del canone dell'anno di riferimento
- SPID, CIE o CNS (molti Comuni hanno domanda online)
Procedura passo-passo
Capisci quali contributi affitto esistono
In Italia esistono due strumenti principali per aiutare chi ha difficoltà a pagare l'affitto, entrambi gestiti dai Comuni su fondi nazionali/regionali:
- Fondo nazionale per il sostegno all'affitto (L. 431/1998, art. 11): contributo annuale a integrazione del canone per famiglie con ISEE basso e canone incidente in modo significativo sul reddito. È il bando "classico" di ogni Comune.
- Fondo morosità incolpevole (D.L. 102/2013): contributo per chi è in sfratto per morosità dovuta a perdita di reddito non imputabile (licenziamento, malattia grave, cassa integrazione). Evita lo sfratto o concorre a sanarlo.
A questi si affiancano contributi regionali straordinari (es. bandi anti-crisi, agevolazioni per giovani coppie, studenti fuori sede) che cambiano ogni anno.
Verifica i requisiti del bando del tuo Comune
Il bando viene pubblicato dal Comune di residenza (di solito annualmente, in date variabili da giugno a dicembre). I requisiti tipici sono:
- Residenza nell'immobile per cui si chiede il contributo
- Cittadinanza: italiana, UE o permesso di soggiorno almeno biennale con attività lavorativa
- Contratto regolarmente registrato all'Agenzia delle Entrate
- Non titolarità di altri immobili adeguati (tu o i componenti del nucleo)
- ISEE entro le soglie del bando (tipicamente due fasce):
- Fascia A: ISEE fino a circa €13.405 e incidenza canone/ISEE almeno 14%
- Fascia B: ISEE tra €13.405 e circa €15.493 e incidenza canone/ISEE almeno 24%
Le soglie precise variano per Regione e bando. Alcune Regioni (Lazio, Emilia-Romagna) hanno soglie più alte; altre prevedono fasce aggiuntive.
L'importo del contributo è in genere compreso tra €1.500 e €3.100 all'anno (massimale), calcolato per coprire in parte il canone annuale.
Raccogli i documenti necessari
Prepara in un'unica cartella:
- Attestazione ISEE in corso di validità
- Contratto d'affitto registrato (copia completa con estremi di registrazione)
- Ricevute di pagamento del canone per tutto l'anno di riferimento (bonifici, quietanze). I pagamenti in contanti non sono ammessi per i canoni > €100.
- Documento d'identità e codice fiscale del richiedente
- IBAN per l'accredito
- Permesso di soggiorno (se non sei cittadino UE)
- Eventuale certificato di stato di famiglia (se richiesto dal bando)
- Dichiarazione del proprietario o comunicazione dell'avvenuto pagamento (alcuni Comuni la richiedono)
Presenta la domanda al Comune
La domanda si presenta al Comune di residenza entro la scadenza del bando. Le modalità:
- Online sul portale del Comune con SPID/CIE (modalità prevalente nei capoluoghi)
- Presso l'URP o i Servizi Sociali
- Tramite CAF o patronato (in alcuni Comuni convenzionati)
- Per posta PEC o posta raccomandata (residuale)
Indica nella domanda:
- Dati anagrafici del richiedente e del nucleo
- Dati del contratto d'affitto (data, registrazione, canone mensile, proprietario)
- Valore ISEE e protocollo DSU
- Importo totale del canone pagato nell'anno
- IBAN per l'accredito
Dopo la scadenza, il Comune elabora le graduatorie in base alle fasce ISEE e pubblica i beneficiari. I tempi variano da 2 a 12 mesi.
Ricevi il contributo o attiva il Fondo morosità
Se sei in graduatoria, il Comune bonifica il contributo sull'IBAN indicato. I tempi variano molto: da pochi mesi (nei Comuni più efficienti) a oltre un anno.
Se invece sei in morosità con sfratto in corso, puoi attivare il Fondo morosità incolpevole:
- Vai ai Servizi Sociali del Comune con la documentazione dello sfratto (atto di citazione, ordinanza di rilascio)
- Dimostra che la morosità è dovuta a un evento oggettivo (licenziamento, malattia, cassa integrazione, decesso di un componente con reddito)
- Il Comune valuta la domanda: se accolta, eroga un contributo fino a €12.000 per sanare la morosità e bloccare lo sfratto, oppure per trovare una nuova sistemazione
- Il contributo è erogato direttamente al proprietario (a saldo dei canoni arretrati) o al nuovo locatore
Il Fondo morosità è particolarmente attivo nelle aree ad alta tensione abitativa (Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bologna).
Consigli utili
Attenzione
Link utili e approfondimenti
Domande frequenti
Il contributo affitto spetta anche agli studenti fuori sede?
Dipende dal bando. Molti Comuni escludono gli studenti fuori sede dal bando principale perché sono residenti altrove. Alcune Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio) hanno bandi specifici per studenti universitari fuori sede: verifica sul sito della tua Regione o del tuo ateneo.
Posso chiedere il contributo se il contratto è intestato a un altro familiare?
No. Il contributo spetta al titolare del contratto di locazione. Se il contratto è intestato al coniuge o a un figlio maggiorenne, deve essere lui a presentare la domanda.
Cosa succede se il proprietario non accetta il contributo sul suo IBAN (Fondo morosità)?
Nel Fondo morosità, il contributo deve essere accettato dal proprietario come pagamento a sanatoria. Se il proprietario rifiuta, il Comune può valutare di destinare il contributo per trovare una nuova sistemazione (nuovo contratto altrove). L'assistente sociale media in genere tra le parti.
Se ricevo il contributo, lo devo dichiarare nel 730?
No, il contributo per l'affitto ex L. 431/1998 è esente da IRPEF e non va dichiarato. È invece importante che la detrazione per inquilini nel 730 sia calcolata solo sulla parte di canone effettivamente rimasta a tuo carico (dedotti i contributi ricevuti).
