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Come fare la diffida di pagamento tra imprese (B2B)

Se un cliente non paga fatture scadute, il D.Lgs. 231/2002 prevede interessi moratori automatici e indennizzo forfettario di 40 € per ogni fattura.

Tempo
1 ora per la diffida + 15 giorni di tolleranza
Costo
Gratuito (senza avvocato)
Passi
5 passaggi

Cosa ti serve

  • Fatture scadute non pagate
  • PEC del cliente (obbligatoria tra imprese — iscritta al registro imprese, verificabile su INI-PEC)
  • Eventuali contratti o ordini di acquisto

Procedura passo-passo

1

Verifica la data di scadenza

Il termine ordinario di pagamento tra imprese è 30 giorni dalla fattura (art. 4 D.Lgs. 231/2002). Può essere esteso fino a 60 giorni per accordo scritto; termini superiori ai 60 giorni sono nulli salvo trattativa individuale espressa e motivata.

Per le Pubbliche Amministrazioni: 30 giorni (60 per aziende sanitarie).

2

Calcola gli interessi moratori

Dalla scadenza decorrono automaticamente gli interessi moratori (art. 5 D.Lgs. 231/2002) al tasso BCE + 8 punti percentuali (aggiornato semestralmente). Non serve una richiesta formale.

Per il 2026: il tasso di riferimento BCE è pubblicato sul sito del MEF.

Calcolatore interessi: numero giorni di ritardo × (capitale × tasso annuo) ÷ 365. Gli interessi sono dovuti sull'importo IVA esclusa.
3

Richiedi l'indennizzo forfettario

Per ogni transazione commerciale in ritardo, hai diritto a un indennizzo forfettario di 40 € (art. 6 D.Lgs. 231/2002) per le spese di recupero, senza necessità di prova. Se le spese effettive sono superiori, possono essere chieste in aggiunta.

4

Invia la diffida via PEC

Prepara una diffida contenente:

  • Elenco fatture scadute (numero, data, importo, data scadenza)
  • Capitale totale dovuto
  • Interessi moratori calcolati al tasso D.Lgs. 231/2002
  • Indennizzo di 40 € per ogni fattura
  • Termine di 15 giorni per il pagamento
  • Indicazione che in mancanza procederai con decreto ingiuntivo

Inviala via PEC all'indirizzo del cliente (verificabile su INI-PEC).

5

Se non paga: decreto ingiuntivo

Se il cliente non paga entro 15 giorni, procedi con ricorso per decreto ingiuntivo (art. 633 c.p.c.) al Tribunale competente.

Se le fatture sono state accettate o annotate nelle scritture contabili del debitore, il decreto è immediatamente esecutivo (art. 642 c.p.c.). Puoi procedere subito al pignoramento.

Per importi fino a 50.000 € è richiesta prima la negoziazione assistita (art. 3 L. 162/2014) — ma non per il decreto ingiuntivo.

Consigli utili

La messa in mora via PEC interrompe la prescrizione (10 anni per i contratti commerciali).
Conserva prove della consegna/prestazione (DDT, rapportini, email di accettazione): sono la prova del credito per il decreto ingiuntivo.
Per importi elevati (>5.000 €) conviene farsi assistere da un avvocato anche per la fase stragiudiziale.

Attenzione

Se il cliente è un consumatore e non un'impresa/professionista, il D.Lgs. 231/2002 non si applica: vanno applicati gli interessi legali ordinari (art. 1284 c.c.).
Il termine di prescrizione ordinario dei crediti commerciali è 10 anni, ma alcune categorie hanno prescrizione più breve (es. 5 anni per vendita di prodotti).

Link utili e approfondimenti

Domande frequenti

Posso aggiungere nell'ordine una clausola che esclude gli interessi moratori?

No. L'art. 7 D.Lgs. 231/2002 sancisce la nullità di clausole che escludono o riducono gli interessi moratori o l'indennizzo forfettario. La clausola è sostituita dalle disposizioni di legge.

Il cliente contesta le fatture: devo comunque procedere?

Se la contestazione è generica o pretestuosa, sì: gli interessi decorrono comunque. Se la contestazione è fondata (es. vizio di conformità), il cliente può eccepirla in giudizio ex art. 1460 c.c.

Quanto costa un decreto ingiuntivo?

Il contributo unificato varia con il valore della causa (da 43 € a 1.686 €), più la marca da bollo 27 €. Se il decreto è accolto ed è esecutivo, puoi chiedere la rifusione delle spese.

Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2026